8° Concorso Provinciale Dia-Personal – Ottobre 2017

Anche quest’anno, grazie all’infaticabile impegno del coordinatore Tino Rovetta (cell. 339.8025158) è stato organizzato il Concorso Provinciale di Dia-personal, giunto all’ottava edizione, al quale ogni fotoamatore può partecipare con 20 dia a tema libero.
Il Direttivo comunica quindi che sarà presente con le seguenti opere dei Soci presentate per la partecipazione all’  8° Concorso Dia Personal – 2017 (Amici della Diapositiva).

1. Cucchi Silvio (15) (alla memoria) : “Mercatanti a Bergamo”
2. Dolfi Serena (20): “Bergamo Alta”
3. Gotti Oliviero (20): “Volti e luoghi del Salento 2017”
4. Mologni Ivan (20): “Per castelli e laghi”
5. Nava Tiziano (20): “Vintage che passione”

Per un totale Dia del nostro Fotoclub di 95 opere.

La Proiezione avrà luogo il sabato 21 Ottobre p.v. alle 21.00 presso il Circolo Organizzatore a Mariano di Dalmine – Sala Paris – Piazza Castello. Seguirà un simpatico rinfresco per tutti i presenti. Oltre ai partecipanti sono invitati tutti i soci con amici e simpatizzanti.

Una memoria e un’esposizione da non perdere

Fausto Asperti, figura storica di Bergamo e da tutti conosciuto come Foto Express, si è spento nel 2004 a 76 anni. In oltre 50 anni di attività ha documentato migliaia di eventi con l’amore profondo che lo legava alla città e ai suoi abitanti. Ha fotografato la Bergamo del dopoguerra e la sua crescita.
Collaboratore dal 1957 al 1998 de L’eco di Bergamo, era una figura familiare discreta, che si incontrava ad ogni cerimonia, manifestazione o avvenimento pubblico. Il frutto di questo lavoro sono gli oltre 400 mila negativi, eccezionale archivio di eventi di ogni genere che valorizzano, come testimonianza visiva, un pezzo importante di storia della nostra città.
Fu Mauro Gelfi, il direttore del Museo Storico di Bergamo scomparso nel 2010, a rendersi conto dell’importanza dell’archivio di Fausto Asperti. Non poté prendere visione dell’enorme quantità di materiale ma ritenne fosse necessario tutelarlo al più presto perché rischiava, se non la dispersione, il deterioramento poiché gli eredi non potevano assicurare un’adeguata, e molto impegnativa, conservazione. Incominciò così a formulare progetti per far sì che tutte quelle immagini entrassero a far parte nel patrimonio cittadino. Il sogno di Gelfi divenne realtà nel 2012 quando il sindaco Franco Tentorio annunciò che i 400 mila negativi, frutto di mezzo secolo di attività, sarebbero stati depositati nell’ex monastero di San Francesco in Città Alta, sede del Museo.
Ciò fu reso possibile grazie alla sensibilità della famiglia Sestini che acquisì l’archivio alla sua Fondazione aggiungendola alla non meno importante raccolta di immagini del fotografo Domenico Lucchetti.

Fausto Asperti nel 1966 e il 1967, in occasione del 150° anniversario della morte di Giacomo Quarenghi (1744 -1817), fece due viaggi in Russia per documentare l’attività artistica del nostro grande architetto. A cinquant’anni di distanza, Fondazione Bergamo nella Storia ripropone quegli scatti, conservati nell’Archivio fotografico Sestini. ponendo l’accento sulla percezione poetica del fotografo: nella mostra le immagini delle solenni e celebri architetture quarenghiane si alternano a quelle della Russia degli anni Sessanta, con i suoi anonimi protagonisti colti nei gesti del quotidiano. Lo sguardo di Asperti offre la prospettiva di un Quarenghi in movimento tra il Settecento e la modernità.

Conclusa la mostra “Fotografi della Luce”

Si è appena conclusa la breve e bella mostra “Fotografi della Luce” del Foto Club Bergamo, presso la gipsoteca dello scultore Pierantonio Volpini.
Un po’di belle fotografie analogiche in bianco e nero e a colori, che vanno da Bergamo e le sue Muraine, giusto per non dimenticarle, visto l’attuale trionfo delle Mura Venete, ai luminosissimi ghiacciai perenni presi da insolite prospettive; dalle lande solari del Marocco con bei ritratti di viaggio dal vago sapore antropologico, fino alla più originale, per taglio e scelta dei soggetti, ritrattistica in studio.
Belle fotografie scattate, curate e stampate dagli stessi autori. Autori appassionati che lavorano nell’anonimato e nella lodevole padronanza della tecnica fotografica tradizionale, dove il sapiente equilibrio del disegnare con la luce e stampare in camera oscura sono l’opera fondamentale.
Una mostra gradita a un pubblico numeroso e accorto, che ha lasciato il proprio segno di entusiastico apprezzamento sul Registro d’Onore del sodalizio.
Non una mostra per tutti, certamente perché ubicata nel piccolo laboratorio, nella mirabile via Donizetti, che per fortuna sfugge al turista forzato, incolonnato sulla Corsarola… Ahinoi, mai nome suonò ironicamente più azzeccato per i visitatori di corsa nel più bulimico “mordi e fuggi” in Città Alta..
Una manifestazione aliena al praticante delle cosiddette grandi mostre-evento, nei contenitori più risonanti della città, appannaggio di autori celebri sempre in odore di santità, sempre testimoni della cultura che conta, dove il vernissage e una visita ossequiosa diventano una liturgia condizionata.
Questa del FCB nella sua schietta artigianalità e ammirevole concretezza, riflette in pieno l’animo dell’autore e del luogo in cui si manifesta.
Infatti se non siete mai stati nel laboratorio dell’amico Pierantonio Volpini vi suggeriamo di riparare subito, perché vi perdete un luogo magico dove avete la possibilità di percepire l’arte nel suo significato primigenio: espressione dell’artista in quanto forgiatore della propria opera, lontano dalla moderna contrapposizione tra artista e artigiano, all’era dove “l’artifex” era l’ispirato, l’artefice, il maestro, ad un tempo solo. Non è un caso che nella sala espositiva che pare una grotta che richiama la caverna generatrice di divinità, dove oggi nascono le opere dalle mani e dalla mente dello scultore, abbiano fatto degna mostra le fotografie esposte, capolavori tra il bianco della luce e il nero della camera/grotta oscura. La fotografia analogica espressione artistica che nella dualità indissolubile luce e oscurità, con gli elementi che riconducono a una chimica dalle nobili origini, in quest’occasione ha ritrovato il luogo giusto e il genio per un promettente ritorno alle radici dell’arte.

Art2Night e “Fotografi della Luce”

Anche il nostro Fotoclub, inaugurando la propria mostra in corrispondenza della grande organizzazione della “Notte dell’Arte” di Bergamo (che prevedeva ben 50 manifestazioni contemporanee) ha dato il proprio contributo al successo complessivo dell’iniziativa. Con nostra grande soddisfazione, hanno partecipato all’evento anche il Delegato Fiaf Provinciale, Cristian Gelpi, e il Delegato Regionale, Silvano Peroni, dai quali registriamo estremamente positivi commenti e che sono qui ritratti con il Presidente del Fotoclub, Ivano Mologni, la neo-eletta Miss Fotoclub 2017, Alice, e l’artista ospitante, Pierantonio Volpini.


Le foto di Mario Giacomelli esposte ad Astino

Mario Giacomelli (Senigallia, 1/8/1925 – 25/11/2000) inizia a lavorare come tipografo ma, quando nel 1953 acquista una Bencini Comet S scatta in lui la passione per la fotografia e inizia a fotografare parenti, colleghi e amici. Frequenta uno studio fotografico, si addentra nella tecnica fotografica e, nel 1955, vince il Concorso Nazionale di Castelfranco Veneto. Produce alcune serie dallo stile di reportage come Lourdes (1957), Scanno (1957/59), Puglia (1958), Zingari (1958), Loreto (1959), Un uomo, una donna, un amore (1960/61), Mattatoio (1960), Pretini (1961/63), La buona terra (1964/66). Iniziano le prime pubblicazioni sulle riviste specializzate di Fotografia e i riconoscimenti da parte di critici d’arte fino ad arrivare, nel ‘64, ad esporre al MOMA di New York, che acquisirà poi diverse sue immagini, nella mostra The Photographer’s Eye. Nel ’78 partecipa alla Biennale di Venezia con Paesaggi. Nel 1980 esce un primo libro su di lui a cura di Arturo Carlo Quintavalle, che acquisisce buona parte di sue opere per il centro CSAC di Parma, mentre si susseguono le esposizioni delle sue opere in tutto il mondo. Dà poi alla luce le serie Il teatro della neve (1984/86) e Ho la testa piena mamma (1985/87).
Nel 1983/87 crea Il mare dei miei racconti e, con immagini degli anni ’70/90, crea la serie Le mie Marche. Negli anni ’90 produce le serie Vita del pittore Bastari (1991/92), Poesie in cerca d’autore, Bando (1997/99), 31 Dicembre (1997). Mario Giacomelli muore il 25 novembre del 2000 mentre stava lavorando alle serie Questo ricordo lo vorrei raccontare (1999/2000) e La domenica Prima (2000).

Andy Wharol a Bergamo!

Andy Warhol, di cui alcune opere e oggetti personali sono in mostra alla Gamec dal 6 maggio al 30 luglio, è oggi ritenuto da molti l’artista postmoderno più importante del mondo; noi ricordiamo però che le sue opere fondamentali sono state rese possibili dalla fotografia e che gli deve essere riconosciuto il merito come grande sperimentatore di aver ottenuto grandi risultati artistici partendo da estremamente semplici immagini fotografiche.
Andy ha affrontato diverse forme espressive: dalla serigrafia al cinema, dalla pittura alla scultura ma quasi sempre ha usato la fotografia come un punto di partenza. La fotografia di Andy Warhol non sempre è stata apprezzata come forma d’arte in sé; certo, spesso ha usato una fotografia per poi finire con un’altra opera d’arte (una serigrafia, per esempio), ma ci sono parecchie sue fotografie che invitano ad un esame più attento.
L’interesse di Andy Warhol per la fotografia è scattato molto presto quando ha ricevuto in dono la sua prima macchina fotografica all’età di nove anni. Nel 1960, mentre lavorava come grafico a New York, Warhol ha assistito, in prima persona, alla crescente popolarità della fotografia tanto che nel suo diario scrisse: “Io non credo nell’arte, credo nella fotografia”. La fotografia fu quindi sempre una parte fondamentale della sua vita, benché nei suoi primi tempi di lavoro come illustratore la vedesse come un mezzo e non un fine.
Nel 1962, Andy Warhol acquistò la sua prima macchina fotografica Polaroid che utilizzò, in un primo momento, per molti studi anatomici, poi rapidamente abbandonati. Nel 1970 comprò una Polaroid Big Shot: lo strumento ideale per Andy: fotocamera a fuoco fisso, con flash, progettato per riprese ravvicinate. L’attenzione doveva essere tutta solo per il soggetto.
C’è un interessante paradosso legato alle polaroid di Warhol: le sue serigrafie potrebbero essere riprodotte, potenzialmente, a volontà, sfidando il concetto di unicità del pezzo artistico, ma, ironia della sorte, le polaroid sono diventate preziose proprio perché, mancando di negativo, sono “uniche”. Sono immagini indipendenti le cui caratteristiche (dimensioni, struttura, luminosità, colore) sono un distintivo come quelle di un quadro: una serie di polaroid di Warhol sono un tesoro unico come un Van Gogh!
Il lavoro di Warhol ci presenta un altro paradosso: l’artista diventa il “sacralizzatore” del banale come le scatole di detersivo o di zuppa e poi mette invece a disposizione del pubblico delle immagini di semidei trasportandoli dallo schermo d’argento in piccole immagini polaroid.
Nel 1976 Andy acquistò poi una 35mm, la Minox 35LE. Era una svolta importante: la fotografia cessava per lui di essere solo un accessorio e diventava un sistema di espressione autonoma e indispensabile. Poi Warhol utilizzò anche una fotocamera Chinon 35F-MA (con flash incorporato) e anche una Konica C35EF.
E’ stato detto che le fotografie di Andy Warhol vagano tra l’album di famiglia e le foto dei paparazzi, ma sono vere icone della condizione umana. E’ importante notare la scelta di Warhol, oltre che del 35mm, del bianco e nero per l’interpretazione estetica; questo è molto interessante, perché ciò avveniva in un momento in cui il colore dilagava prepotentemente.
Warhol era un fotografo ossessivo. Si stima che l’artista abbia fatto più di 100.000 fotografie tra il 1977 e il 1987 (di cui molte con la sua Polaroid SX70 tenuta da Polaroid in produzione proprio per Warhol) e molte di queste restano ancora da classificare. Tuttavia, uno dei più importanti lasciti di Warhol è di aver contribuito ad aprire un percorso, insieme a grandi come William Eggleston, Nan Goldin o di Stephen Shore, destinato a portare la fotografia a essere considerata una forma d’arte degna di apparire nelle gallerie, nelle case d’asta e nel grande mondo dell’Arte.

Puoi leggere di più nell’articolo allegato.

Mostra su ASTINO

E’ in corso presso la sala Manzù la mostra di dipinti e poesie su ASTINO; nel corso dell’inaugurazione è stata illustrato, ed è ora esposto corredato di fotografie e disegni, il progetto di ristrutturazione prodotto come tesi di laura dall’Arch. Ivan Mologni, del Fotoclub, negli anni ’80.

161102-mostra-astino 161203-mostra-astino

Iniziative del Fotoclub Bergamo

E’ancora in corso la mostra dei lavori di Henri Cartier-Bresson apertasi il 20 Ottobre u.s., già da noi segnalata, presso la Villa Reale di Monza e resterà aperta fino al 26 febbraio.
Data l’importanza e la rarità dell’esposizione, è intenzione del nostro Circolo organizzare una gita sociale, per visitarla, in un fine settimana del prossimo gennaio; chiunque fosse eventualmente interessato ad aggregarsi è invitato a contattare la nostra sede.

mostra-bresson-2mostra-bresson-1

Il Museo Nazionale della Fotografia di Brescia

sorliniII mondo della fotografia è in lutto per la scomparsa, a 96 anni, di Alberto Sorlini.
ALBERTO SORLINI (1920- 2016) era un grande fotografo. Tutti i fotografi lo ricorderanno soprattutto come fondatore del Museo Nazionale della Fotografia di Brescia, un museo eccezionale, invidiato da tutte le città, di cui alcune caratteristiche nel depliant qui sotto.
Ma il celebre fotografo bresciano fu anche il “ritrattista” ufficiale della Mille Miglia dal 47 al ’57, documentando su incarico dell’AC Brescia tutte le edizioni del dopoguerra: i suoi scatti, famosi in tutto il mondo, sono custoditi nell’Archivio Novafoto-Sorlini, oggi di proprietà della Giorgio Nada Editore. Per conto dell’Ufficio stampa della Freccia Rossa, nelle ore immediatamente successive alla corsa, Sorlini e i suoi assistenti riempivano di foto centinaia di buste da spedire alle riviste di cinque continenti.
Nella sua lunga carriera, ha pubblicato diversi libri, vincendo premi nazionali e internazionali. La Federazione internazionale d’arte fotografica lo ha insignito dei titoli Afiap nel ’58. Efiap nel ’74. mentre quella nazionale gli ha assegnato il titolo di Sem/Fiaf nel 1997.
museo-naz-fotografia-volantino

Peter Lindbergh, il poeta del glamour

Gli scatti di Peter Lindbergh, oggi 71enne, autore di vari Calendario Pirelli e del prossimo 2017, negli anni ’90 hanno segnato un cambiamento culturale, un modo nuovo di percepire la donna e la femminilità perché nei suoi scatti ha sempre voluto catturare il talento (“mi seduce più della bellezza”, ha più volte dichiarato). Una mostra a lui dedicata a Rotterdam dall’indicativo titolo: “Peter Lindbergh: A Different Vision of Fashion Photography” (10 settembre-12 febbraio 2017) racconta l’avvento di quel mondo a chi non l’ha vissuto o ne ha appena sentito parlare. Per il suo modo di rappresentare la femminilità, Peter Lindbergh è stato definito il poeta del glamour.
fonte: articolo di Gianluca Bauzano per “Sette”

lindbergh-articolo

Conclusa la mostra “Analogica”

Ha chiuso i battenti la mostra collettiva del Fotoclub “Analogica” svoltasi nei locali dell’antica Zecca in via Donizetti in Città Alta. Veramente ottima l’affluenza di visitatori tra i quali, data la particolare location, numerosi turisti stranieri che hanno anch’essi lasciato favorevoli commenti sul nostro speciale diario.

mostra fiaif- art2night
mostra Analogica

Il Fotoclub Bergamo partecipa all’iniziativa Art2night

Una nuova mostra del nostro Fotoclub: Inaugurazione Sabato 2 Luglio ore 18,00 e aperta fino a Domenica 24 Luglio presso il Museo Cividini nella Antica Zecca di Bergamo in via Donizetti 18A.
La mostra parteciperà all’iniziativa “Art2night” nella “Notte Bianca dell’Arte di Bergamo” (Sabato 9 Luglio dalle 18.00 alle 24.00) che darà vita contemporaneamente a 40 proposte culturali nell’arco di una sola notte.

mostra art2night -locandina mostra art2night

Inaugurata la nuova mostra

Presso l’antica “Osteria dei 3 Gobbi”, intorno ad oggetti storici come il pianoforte su cui suonò Donizetti, si è inaugurata sabato 14/05 la mostra personale di Ivan Mologni, comprendente opere che hanno già vinto concorsi, sulle 1000 Miglia. La mostra è stata aperta per la concomitanza della corsa che avverrà domenica 22 e che vedrà le autovetture partecipanti sfilare proprio davanti al locale ospitante l’esposizione. La mostra resterà aperta fino a lunedì 6 Giugno.

mostra 1000 miglia - inauguraz

Inaugurata la mostra su Bergamo

La mostra che comprende opere di scultura, dipinti, fotografie e poesie tutte aventi come tema la nostra Città Alta e le sue Mura è stata inaugurata sabato 30 Aprile presso la Sala Manzù con successo di pubblico e resterà aperta fino al 15 Maggio p.v.
E’ qui possibile vedere o scaricare l’intero catalogo delle opere esposte.

inauguraz mostra Mura

Immagine

Invito alla mostra di un grande fotografo: Antonio Amaduzzi

Amaduzzi libriAmaduzzi - mostraNegli scatti di Ivan Mologni, l’autore dei libri e della mostra l’illustre fotografo, romano ma bergamasco d’adozione, Antonio Amaduzzi, mentre illustra le sue opere, e l’altrettanto grande maestro Gianni Barengo Gardin, presente all’inaugurazione.

6° Concorso provinciale Dia Personal

Si è svolto il 6° Concorso Dia Personal – 2015 (Amici della Diapositiva) nel quale il nostro Circolo si è distinto come sempre per la qualità e quantità di opere presentate. Il Direttivo ringrazia e si congratula con i propri Soci per la fattiva partecipazione.

Dolfi Serena: “Sfilata di mezza quaresima”

Giolito Michele: “Da Acqui Terme a Limone sul Garda”
Gotti Oliviero: “Le Mille Miglia”
Nava Tiziano: “Aliene in passerella”

Mologni Ivan: “L’onesto racconto: Astino”

6° Concorso provinciale Dia Personal

Il Direttivo comunica che sono state presentate le seguenti opere dei Soci per la partecipazione al 6° Concorso Dia Personal – 2015 (Amici della Diapositiva).

1.Dolfi Serena (5): “Sfilata di mezza quaresima a Bergamo”
2.Giolito Michele (10): “Da Acqui Terme a Limone sul Garda”
3.Gotti Oliviero (11): “Le Mille Miglia a Brescia”
4.Mologni Ivan (15): “L’onesto racconto: Astino”
5.Nava Tiziano (10): “Aliene in passerella”

Per un Totale dia del nostro Fotoclub di 61 opere.

La Proiezione avrà luogo il sabato 21 novembre p.v. alle 21.00 presso il Centro Giovanile di Verdello, cui seguirà un simpatico rinfresco per tutti i presenti. Oltre ai partecipanti sono invitati tutti gli altri soci con amici e simpatizzanti.

COMUNICATO DELLA PRESIDENZA DEL FOTOCLUB BERGAMO

vetrinetteIl Presidente del Fotoclub, arch. Ivan Mologni, comunica che, a partire da Gennaio 2016, sarà possibile visitare la sua collezione privata di attrezzature fotografiche per tutti coloro che sono tesserati presso Associazioni Fotografiche riconosciute dalla Fiaf.
Le visite potranno essere effettuate ogni primo e terzo giovedì di ogni mese, previo appuntamento.
L’esposizione raccoglie oltre 100 macchine fotografiche prodotte dai primi del ‘900 fino al 2002 con vari accessori. Nel corso della visita saranno fornite le descrizioni tecniche e sarà anche possibile effettuare prove pratiche offrendo così un approccio del tutto singolare alla grande Storia della Fotografia. L’iniziativa è rivolta in particolare ai giovani e a tutti coloro che si sono avvicinati da poco, o intendono farlo, al mondo della fotografia per avere l’esperienza unica di valutare quelle macchine che hanno reso grande la nostra passione.

La mostra : “II bianco e nero del Bergamo Buskers Festival”

Dal relativo Comunicato Stampa :

150711 mostra Fotoclub2“In occasione di ART2NIGHT2015 il giorno 11 luglio 2015 dalle ore 18 alle ore 24 l’agenzia creativa MILE ospiterà la mostra “II bianco e nero del Bergamo Buskers Festival“.
Nel 2013 e 2014 il Borgo San Leonardo ha alzato il sipario sul Bergamo Buskers Festival. Per entrambe le edizioni del Festival, la direzione artistica e organizzativa è stata curata da Milena Lazzaroni. Poesia, magia, teatro, danze, musica, acrobazie e giocoleria sono stati i protagonisti dei due indimenticabili weekend settembrini realizzati nel borgo storico della città.
Ad immortalare arte, divertimento, aggregazione e convivialità i fotografi del Fotoclub Bergamo che con maestria hanno saputo cogliere la spontaneità di gesti e momenti e tradurli in ritratti e cammei… più che fotografie! In mostra, presso l’agenzia creativa Mile Comunicazioni, 30 scatti in bianco e nero per suggellare il ricordo di questa bellissima manifestazione.Espongono: Ivan Mologni e Tiziano Nava.”

150711 mostra Fotoclub